Cosa è l´open source
Open Source significa (codice) sorgente aperto, cioè leggibile. Questa concezione del software sottende la possibilità che più persone possano guardare il codice sorgente e, eventualmente, apporre delle modifiche che consentano di migliorarlo, permettendone uno sviluppo più veloce e ottimale.
Il concetto di codice sorgente aperto affonda le sue radici nella storia della BSD (Berkeley Software Distribution) e di Unix. Parliamo quindi della seconda metà degli anni ´70. Soltanto nel 1998, tuttavia, il termine ”Open Source” è stato ufficializzato da alcuni sviluppatori e dalla comunità Internet affiancandolo a quello già esistente di free software (software libero).
L´evento che ha dato il via al diffondersi dell´espressione ”open source” è stato il rilascio, nel febbraio 1998, del codice sorgente del browser Netscape. Nello stesso anno in California è nata un´associazione non-profit, la ”Open Source Initiative” (OSI), con lo scopo di ufficializzare le licenze che rendono libero il codice sorgente. L'intenzione dichiarata dell'OSI è quella di mantenere l´integrità del movimento e di prevenire l´abuso da parte dei produttori di software proprietario. Ha quindi portato avanti una campagna promozionale a favore del software open source, tentando di registrare il marchio. Nel 1999, tuttavia, il tentativo è fallito e la richiesta è stata fatta decadere.
Nel corso del 1997 e del 1998, alcuni software open source come Linux, FreeBSD, Apache e Perl hanno cominciato a diffondersi su larga scala e ad attirare l´attenzione di un pubblico nuovo: manager di progetto, dirigenti, analisti d´industria e investitori. Ciò ha fatto sì che, negli anni, molte aziende abbiano contribuito allo sviluppo del software libero. Molte di queste, tuttavia, hanno cercato di dare un significato diverso al concetto di ”Open Source”.
All´incontro ”Open Source Developers Day” svoltosi nell´agosto 1998, per esempio, diversi fra gli sviluppatori commerciali presenti dichiararono di essere intenzionati a trasformare (o creare) in open source solo una parte del proprio lavoro, aggiungendo a esso software e/o documentazione proprietarie (cioè con codice sorgente non visibile). Lo scopo di queste aziende dunque sembra soprattutto quello di dare un'immagine open source ai prodotti software proprietari da loro creati.
